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IL PERÙ | ||||||||||||||
| I Viaggi di Massimo e Ilaria | |||||||||||||||
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Sulla cima troviamo la fortezza che dominava la valle ed il tempio del sole (l'Intihuatana) distrutto dagli spagnoli perché ritenuto un blasfemo simbolo pagano. Anche qui l'architettura è del tipo "imperiale" (come spiegato dalle guide) già visto a Cusco: mura incredibili con incastri perfetti tra i massi delle mura.
La valle sacra è così chiamata per l'abbondanza di acqua che la rende molto fertile consentendo una grande varietà di coltivazioni. L'agricoltura è comunque molto primitiva: i campi sono arati con i buoi e la campagna pullula letteralmente di asini, muli, maiali e porcellini d'india. In più di 50 km di terreni arati abbiamo incontrato solo un paio di trattori.
Un'altra caratteristica (comune a tutto il Perù) sono i mattoni adobe usati per le costruzioni. Si tratta di mattoni crudi realizzati impastando fango e paglia e lasciati ad essiccare al sole: dal nostro pulmino osserviamo svariate file di questi mattoni 'freschi' lasciati ad essiccare al sole, un segno evidente di quanto questo mondo sia lontano dalla nostra realtà quotidiana. La strada è spesso attorniata da vecchie mura divisorie in adobe ormai sgretolati dalla pioggia e dal sole.
Dopo aver pranzato ad Urubamba procediamo per Ollantaytambo. Anche sui si trovano dei terrazzamenti, anche se meno impressionanti di quelli di Pisaq con tanto di fortezza e tempio del sole in cima. I prodotti agricoli prodotti qui venivano scambiati con quelli di Pisaq e di Chinchero. Ollantaytambo fu una delle ultime opere inca ad essere costruita prima del loro sterminio e rimase incompiuta. Sulla sommità del tempio sono ancora presenti i blocchi di roccia che erano stati portati fin lì e non poterono essere sistemati nella posizione finale prima dell'invasione. Sulla montagna di fronte alle gradinate sono ancora visibili i granai dove era conservato il grano prodotto. Il pueblo di Ollantaytambo ancora conserva l'antica struttura della cittadina inca.
L'ultima tappa della visita è Chinchero dove si trovano ancora dei terrazzamenti dove era prodotta la papa (le patate), e si trova anche una chiesa costruita sulle rovine di un tempio inca. Fa impressione osservare la precisione delle mura inca su cui poggiano le fondamenta della chiesa e la rozzezza di quest'ultima.
Chinchero è un pò una metafora del Perù odierno: una brutta vecchia chiesa, rozzamente edificata su antiche mura costruite con tecniche ormai dimenticate. Il colonialismo qui è ancora ben presente sotto forma di una arretratezza generalizzata che impedisce di sfruttare le molteplici risorse di questa nazione. Terminata la visita si torna a Cusco.
Una nota: non abbiamo visitato i giardini di Maras, ma la scelta di Pisaq vale la visita anche se le rovine sono stranamente ignorate da molte guide.
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LE TAPPE DEL TOUR
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