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La mattina dopo partiamo: la destinazione è di quelle che non si raggiungono tutti i giorni: Puno e il Lago Titicaca.
Partiamo con autobus Imperial della Cruz del Sur, insieme a noi viaggiano una congrua
rappresentanza di cittadini italiani, anzi sull'autobus ci sono solo italiani pių qualche francese molesto con i piedi dal tanfo assassino.
Il tragitto dura 5 ore e si sale dai 2400 metri di Arequipa ai quasi 4000 di Puno. La strada sale subito con pendenza costante.
I dintorni di Arequipa sono davvero tristi, baracche in mattoni adobe dove vive tanta povera gente.
Superati questi slums il territorio
diventa brullo: una vera terra desolata di arbusti e pietre in un altipiano circondato da maestosi vulcani. Si sale fino a 4500 metri,
il fiato č corto e Ilaria ha di nuovo la nausea. L'altipiano č davvero meraviglioso! La strada un serpente che sale dove l'autobus arranca
a fatica. In lontananza si scorge la cordigliera andina con le cime innevate. Il viaggio continua sull'altipiano dove incontriamo mandrie di
lama ed alpaca al pascolo.
Arriviamo infine a Puno dove alloggiamo al Totorani Inn, l'altura si fa
sentire (ho le gambe di pastafrolla ed ho la sensazione di camminare sulle sabbie mobili) e un buon pasto ristoratore ci aiuta a rimetterci in sesto.
Dopo pranzo il gran mal di testa non mi molla (mentre Ilaria non patisce nulla) e devo ricorrere alle Soroche Pills, le pillole contro il mal
d'altura. Mastico anche qualche foglia di coca, senza particolari effetti.
Dopo un poco di shopping e una visita al locale museo della coca torniamo alla base. La sera cena con Manila, Sanzio, Giulia, Paola e Claudio.
Puno rappresenta la porta d'accesso al Lago Titicaca ed
è la base per chi, dal Perù, volesse spingersi fino in Bolivia.
Il lago Titicaca è immenso, si estende
per più di 8000 km quadrati ad occupare un'ampia fossa tettonica ad una quota di oltre 3800 metri ed è circondato dalla
ciclopica Cordigliera Real. Il lago segna il confine con la Bolivia: le rive settentrionali ed occidentali appartengono al Perù.
La campagna circostante è ricca di rovine pre-incaiche (tra le quali le torri funerarie di Sillustani).
Qui il clima è mitigato dalle acque del lago: umida da ottobre ad aprile e secca da maggio a settembre.
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