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La mattina successiva facciamo colazione, nostro malgrado, all'aperto: l'hotel non prevede un'area coperta per la refezione anche se siamo in inverno. La neblina (l'umidità condensata che arriva dalla costa)
avvolge ogni cosa e mangiamo al freddo tra qualche mugugno e improperio che non risolve la situazione ma aiuta a scaldarsi.....
Il resto della
giornata
lo passiamo a riposarci in attesa del trasferimento a Nazca in autobus. L'ideale sarebbe stato spendere le ore di attesa con un bel giro
delle oasi a bordo
degli areneros (i dune buggies locali), ma lo stato interessante di Ilaria ci induce a più miti consigli.
All'hotel i signori di Bologna che
il giorno prima
avevano scalato l'oasi con noi ci offrono molto gentilmente un passaggio per Nazca sulla loro navetta.
Il viaggio fino a Nasca è lungo e i paesaggi, ancora una volta sono molto suggestivi. La Panamericana Sur si snoda in mezzo a
quel nulla arido e ventoso che è il deserto costiero dove ogni tanto si incontra qualche baracca di gente che vive miseramente coltivando la
terra o vendendo qualcosa da baracche poste ai lati della strada. La strada è pressoché deserta. Il pulmino procede solitario
incontrando ogni tanto qualche camion stracarico di bestiame e bambini pastorelli. Questi ultimi viaggiano stipati insieme a pecore e capre.
Vederli sporchi e miseri è uno spettacolo che ci rimane impresso. Verso sera, arrivati nei pressi della piana di Nasca,
scorgiamo le prime linee salendo su un mirador (una sorta di traballante traliccio con terrazzo) posto ai lati della strada.
Arrivati a destinazione ci sistemiamo
all'Hostal Camiluz dove incontriamo la guida che ci attendeva, Pedro, che ci
organizza il volo sulle linee per il giorno successivo.
Di Nazca non si può certo dire che sia una località bella e amena e sicuramente non
sarebbe una meta turistica se non fosse per le celeberrime Linee.
La cittadina è situata in una landa desolata a più di 40 km dalla costa e come detto è nota in tutto il mondo
per le enigmatiche linee il cui significato a tuttoggi non è stato ancora chiarito.
| Citando quanto affermato su wikipedia scopriamo che:
Le Linee di Nazca sono dei geoglifi, linee tracciate sul terreno, del deserto di Nazca.
Le oltre 13.000 linee vanno a formare più di 800 disegni, che includono i profili stilizzati di animali comuni
nell'area (la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor e l'enorme ragno
lungo circa 45 metri). Essi furono tracciati durante la fioritura della Civiltà Nazca, tra il 300 a.C. ed il
500 d.C.
Le linee sono tracciate rimuovendo le pietre contenenti ossidi di ferro dalla superficie del deserto,
lasciando così un contrasto con il pietrisco sottostante, più chiaro. La pianura di Nazca è ventosa,
ma le rocce della superficie assorbono abbastanza calore per far alzare l'aria proteggendo il suolo. Così i disegni giganti sono
rimasti intatti per migliaia di anni. Ai margini della Pampa, gli archeologi hanno scoperto la città cerimoniale dei Nazca, Cahuachi,
da cui si ritiene provenissero gli artefici delle linee. |
Pedro ci ha allertati che avremmo potuto volare al mattino presto, cosi facciamo colazione molto presto.
Al momento del volo però dobbiamo aspettare
parecchio per attendere che la neblina (la nebbia che avvolge tutta la piana di Nasca) si dissolva.
Ilaria non vola: ha le nausee e non se la sente.
Volo solo io ed è l'esperienza più bella dell'intero viaggio. Ho la fortuna di
volare accanto al pilota e di
poter osservare le linee senza impedimenti. Chi siede dietro di me (2 turisti austriaci un poco spaventati dall'aspetto
decisamente malandato del carcassone volante su cui siamo seduti) sono decisamente meno fortunati.
Il paesaggio osservato dall'alto ha dei colori fantastici; sorvolare le linee
lascia davvero un senso di meraviglia e di mistero sul come e sul perché siano state realizzate. Dall'alto si vede molto chiaramente
anche lo scempio fatto dai primi visitatori che percorrevano la piana senza criterio.
Al pomeriggio è prevista la visita al Cementerio de Cauchilla, che si trova in pieno deserto a circa 30 km da Nasca.
Si tratta di
un sito funerario dove si possono osservare numerose tombe a cielo aperto contenenti ancora le mummie, con tanto di crani e frammenti di
ossa vari,
molto lugubre!!
l'ambientazione è resa ancor più spettrale dall'ambiente desolato del deserto e dalla tempesta di
sabbia che ci ha accompagnato durante tutta la nostra visita e che si accentua sempre più: alla fine siamo impolverati dalla testa ai piedi
La serata la passiamo cenando a Nazca in attesa della partenza in autobus, prevista per mezzanotte, per Arequipa.
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