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La mattina dopo partenza molto presto in treno per Aguas Calientes.
Per recarci a Machu Picchu sfruttiamo la ferrovia a scartamento ridotto (il ferrocarril) che ci conduce il circa quattro ore
fino alla cittadina di Aguas Calientes (chiamata anche Machu Picchu Pueblo) costeggiando il fiume Urubamba per gran parte del restante
tragitto ed offrendo viste spettacolari su gole strettissime e monti maestosi che si innalzano ben oltre la fitta coltre di nubi.
Avvicinandosi a Aguas Calientes il paesaggio cambia progressivamente; diminuendo l'altitudine si passa dalle praterie montane a cui siamo ormai
avvezzi e si sprofonda nella
giungla nebulare: un nuovo mondo ovattato e silenzioso dove ogni singolo pezzo di terreno è ricoperto di vegetazione verdissima che pullula
letteralmente di vita: a spezzare l'incantesimo solo il puzzolentissimo sbuffare delle locomotive che ci trasportano.
Aguas Calientes ci appare esattamente come descritta nelle guide: un
caotico paese dove si respira un'atmosfera di 'frontiera' con il suo groviglio di bancarelle dove si vende di tutto: dai
finti idoli inca ai cappellini di alpaca. La ferrovia per salire all'area di Machu Picchu termina poco dopo Aguas Calientes dove
sono in attesa degli autobus per salire fino all'area archeologica.
Dopo esserci sistemati al Gringo Bills. passiamo il
pomeriggio alle terme locali dove Ilaria può finalmente riposarsi un poco. Si torna
poi in Hotel e si cena. In queste stesse ore un
terremoto devastante investe la costa del Perù nella zona di Ica, ma in mezzo alle montagne
noi sentiamo solo un lieve tremore.
La mattina dopo alle 5 del mattino prendiamo l'autobus che ci porta fino a Machu Picchu e ci giungono
le prime voci della gravità del terremoto che ha fatto centinaia di vittime sulla costa.
Gli autobus percorrono una tortuosa stradina sterrata fino all'ingresso del sito, come potete osservare da questa immagine satellitare tratta da Google:
Visualizzazione ingrandita della mappa
Arriviamo al sito intorno alle sei del mattino
ed attendiamo che l'alba "accenda" le rovine. La vista a quest'ora è incredibile, non c'è ancora molta gente, il sole sta nascendo e
piano piano i suoi raggi illuminano le vestigia della città sacra inca meglio conservata.
È un'emozione molto forte. La guida attende
paziente che lo stupore che ci ha colto lasci il posto all'attenzione per le sue parole. Iniziamo poi la visita delle varie parti di
Machu Picchu.
Nella piazza sacra ci sono lama ed alpaca tenuti lì volutamente per contribuire alla pulizia del sito per impedire che la giungla
lo inghiotta.
Citando Wikipedia, ricordiamo che Machu Picchu nota universalmente come la città perduta degli
Inca, è situato in una zona montana a 2.700 metri di altitudine nella valle
dell'Urubamba in Perù.
Si suppone che la città fosse stata costruita dall'imperatore inca
Pachacútec intorno all'anno
1440 e sia rimasta abitata fino alla conquista spagnola del 1532. La posizione della città era un ben custodito segreto militare,
perché i profondi dirupi che la circondavano erano la sua migliore difesa naturale. Difatti, una volta abbandonata, la sua
ubbicazione rimase sconosciuta per ben quattro secoli, entrando nella leggenda.
Scoperte archeologiche, uniti a recenti studi su documenti coloniali, mostrano che non si trattava di una normale città,
quanto piuttosto di una specie di residenza estiva per l'imperatore e la nobiltà Inca. Si è calcolato che
non più di 750 persone alla volta potessero risiedere a Machu Picchu, e probabilmente durante la stagione delle piogge o quando
non c'erano nobili, il numero era ancora minore.
La città fu riscoperta il 24 luglio
1911 da Hiram Bingham, che stava esplorando le vecchie strade inca della zona alla ricerca dell' ultima capitale Inca:
Vilcabamba Bingham compì parecchi altri viaggi ed eseguì scavi fino al 1915 e solo più tardi si rese conto dell'importanza della sua scoperta e si convinse che Machu Picchu era Vilcabamba. Di ritorno dalle sue ricerche scrisse parecchi articoli e libri su Machu Picchu: il più conosciuto fu; La città perduta degli Inca. Paradossalmente Vilcabamba non era Machu Picchu: l'ultima capitale era a Espiritu Pampa: nascosta nella giungla, a poche centinaia di metri da dove era arrivato lui durante le sue ricerche.
Il sito archeologico fa parte del Patrimonio dell'umanità stilato dall'Unesco. |
Alla vista del Wayna Picchu ci rendiamo conto di aver fatto bene a rinunciare alla salita: con Ilaria incinta sarebbe stata davvero dura!
Inoltre non avremmo avuto la possibilità di visitare le rovine al mattino senza l'enorme quantità di turisti che affluisce giornalmente da
Cusco e che arriva intorno alle 11 del mattino.
Machu Picchu è stata l'ultima tappa del nostro tour peruviano. Terminata la visita scendiamo a valle: ha così inizio la lunga marcia che ci riporterà in Italia. La prima tappa è il treno
che in 5 ore ci riporta a Cusco dove arriviamo a notte fonda.
Da Cusco il giorno successivo partiamo in aereo per Lima dove saremo ancora ospiti di
Yolanda. Dopo una notte a Lima (durante la quale avvertiamo qualche scossa di assestamento del terremoto devastante del 16 agosto 2007) prendiamo il volo che dopo sei ore ci
porterà a Caracas da dove dopo una mezzora passata a correre per prendere la coincidenza, decolliamo per Francoforte e poi Torino,
finalmente!
Anche questa vacanza è finita. La prossima, in Corsica, la faremo con Tommy!
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