|
Prima di iniziare il nostro racconto facciamo un piccolo accenno al volo.
Diciamo subito che volare in Sud America dall’Italia non è agevole, perlomeno se si vuole risparmiare qualche soldo.
Noi abbiamo recuperato un tragitto Lufthansa in tre tappe: siamo partiti da Torino direzione Francoforte, per continuare sul volo Francoforte – Caracas e finire su un volo
Caracas – Lima (quest’ultima tratta operata da TACA, consociata di Lufthansa).
Nel complesso il volo non è stato una passeggiata ed il tempo tra l’arrivo a Caracas e la successiva ripartenza per Lima è stato davvero
vicino al minimum connecting time richiesto, costringendoci (sia all’andata che al ritorno) ad un’autentica corsa in aeroporto.
Aggiungiamo inoltre che il comfort sui voli Lufthansa verso il Sud America non è certo (per la nostra esperienza perlomeno) al livello
standard per cui la compagnia aerea teutonica è famosa.
Ma lasciamo perdere le pene della trasvolata (comunque ampiamente ricompensate dalla magia del Perù) e torniamo al nostro racconto.
Il primo contatto con il Sud America è l’afosa Caracas, dove rimaniamo solamente per un’ora (per fortuna i bagagli vengono trasferiti da un aereo all’altro senza problemi).
Il volo da Caracas a Lima sorvola interamente la foresta amazzonica: fa impressione osservare quel mare sempre uguale di verde e di
umidità che sorvoliamo per più di quattro ore. Accanto a noi un religioso legge avidamente la Bibbia ma dopo un poco,
e con nostra somma meraviglia, passa a leggere con altrettanto interesse un libro di Fidel Castro! Eh sì qui il Castrismo non
ha certo quell’aura retro che lo caratterizza nel Nord del mondo.....
Arriviamo infine a Lima la sera tardi del 2 agosto 2007. All'aeroporto, dopo l'estenuante attesa per recuperare i bagagli, ad attenderci
troviamo la signora Yolanda che ci accoglie con un caloroso benvenuto e ci accompagna fino a Casa Yolanda dove pernottiamo.
Nel viaggio di trasferimento verso l'hotel facciamo conoscenza con un gruppo di signori di Bologna che già aveva notato a Caracas (un saluto
a Beppe, Caterina e tutti gli altri!!) con i quali percorreremo buona
parte della nostra avventura peruviana! Loro sono stati tuttavia meno fortunati di noi in quanto a bagagli il cui recupero sarà una vera odissea....
Il tempo invernale di Lima è pessimo:
la Garua (ovvero la nebbiolina generata dall'umidità del vicino Oceano Pacifico) avvolge ogni cosa rendendo tutto grigio e soffocato dallo smog che qui è pesante:
insomma pare una tipica giornata invernale milanese!
Dalla nostra guida sappiamo che Lima è una città di nove milioni di abitanti (raccoglie circa un terzo
dell'intera popolazione di peruviani), che si estende per più di trenta chilometri lungo la costa e che soffre di tutti i mali delle grandi città
sudamericane: inquinamento, sovrappopolazione e aree degradate. Da quel poco che scorgiamo dal pulmino che
ci conduce a Casa Yolanda non possiamo certo smentire questo asserto: Lima ci pare davvero brutta! si dice inoltre che la città
sia pericolosa, ma noi non abbiamo il tempo di verificarlo, anche se la quantità di bambini derelitti che chiedono
l'elemosina ad ogni semaforo la dice lunga sulla facilità di subire un borseggio camminando lungo le vie.
Arrivati a casa Yolanda sprofondiamo in un profondo sonno ristoratore.
|