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Al ritorno dalla visita alle isole
troviamo ancora Jose che ci accompagna fino all'oasi di Huacachina, nostra destinazione per la serata.
Da Paracas ci spostiamo sulla
Panamericana verso Ica. Poco prima della città ci fermiamo alla Bodegas El Catador una distilleria locale dove ci vengono spiegati i
principi di preparazione dei vini peruviani.
Ci fermiamo pure a mangiare, ma
la qualità è scarsa. Mentre a Pisco il principale sostentamento è dato dalla pesca, qui ad Ica è l'agricoltura a prevalere: è stupefacente come in
mezzo al deserto
ci siano spazi molto verdi e ricchi di frutti. Terminato il pranzo Jose ci porta fino ad Ica, di nuovo una cittadina grande e caotica.
Qui visitiamo
il museo locale, molto interessante e pieno di reperti delle culture Paracas, Nazca e Inca.
Nella seconda parte del museo si osservano le mummie ed i celebri ed
impressionanti teschi deformati che erano un simbolo di bellezza ed erano ottenuti fasciando il cranio dei bambini neonati con cordoni di cotone e tela e mantenuti per anni
fino ad ottenere la deformazione desiderata.
Dopo il museo facciamo un piccolo tour di Ica: dalla Plaza de Armas fino alla chiesa di Santa Maria ed infine a Huacachina, una piccola località di
villeggiatura tra le dune sabbiose a circa 5 km ad ovest di Ica. Huacachina possiede una piccola laguna celebre, tra i locali, per le sue qualità curative.
L'acqua putrida non è comunque molto invitante.
Noi pernotteremo al Hostal Huacachinero, dove ci fermiamo a riposarci
un'oretta nella piscina dell'albergo.
Dopo aver preso un poco di sole decidiamo di scalare le dune, dove la sabbia è fine come borotalco e si infila dappertutto.
Proviamo a salire su quella proprio dietro l'albergo ed arriviamo quasi sul crinale dove però ci rendiamo conto che a lato dell'oasi
ce n'è una molto più bella quindi scendiamo e risaliamo sull'altro versante. Scendere è divertente, quasi come su neve fresca. Guardiamo se per caso
affittano, oltre alle tavole, anche degli sci, ma niente da fare purtroppo! Nella salita ritroviamo Beppe e gli altri signori di Bologna e con loro continuiamo la salita.
Arrivati in cima alla duna la vista è spettacolare: dune, dune ed ancora dune che si stagliano all'orizzonte. Ogni tanto una folata di vento alza la
nebbia creando un'atmosfera quasi magica. L'incanto è rotto dai rombi dei dune buggies che si arrampicano sulle dune.
La sera ottima cena in una osteria dell'oasi (dove in due mangiamo con l'equivalente di sei euro!), la temperatura la sera scende parecchio e torniamo in Hotel infreddoliti.
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