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Oggi è il giorno del trasferimento a Cusco. Purtroppo l'autobus Cruzeiro che avremmo dovuto prendere non è disponibile e
siamo costretti a optare nostro malgrado per uno equivalente della compagnia 'San Luis', che da quanto apprendiamo durante il viaggio, è
una compagnia dai prezzi particolarmente economici e pertanto preferita dai locali rispetto alla più confortevole Cruzeiro.
Il viaggio prevede
parecchie fermate: la partenza è alle otto del mattino, ma dopo soli quaranta
minuti di viaggio ci attende una sosta di una buona mezzora a Juliaca dove salgono e scendono tantissimi locali (salgono non si capisce
bene per far cosa e subito scendono). A sistemare i bagagli nell'autobus ci pensa un ragazzino di non più di 8 anni che poi fa il viaggio con noi
chiedendo l'elemosina, un bell'esempio della povertà e dello sfruttamento minorile che qui certo non mancano.
Il viaggio è lungo, lento e parecchio scomodo, ma ci consolano gli splendidi paesaggi dell'altiplano con paesaggi incredibili attraversati da strade
sconnesse e con altezze fino a 4300 metri; Ai lati osserviamo i picchi innevati delle Ande, in un paesaggio davvero da favola.
Dopo otto ore di viaggio finalmente arriviamo a Cusco e alloggiamo
all'Hostal Amaru nel
Barrio di San Blas, Il quartiere degli artisti che con le sue vie strettissime e ripide pavimentate a ciottoli è
davvero incantevole (unico neo: il continuo via-vai di auto puzzolentissime che sono davvero una piaga!).
Due parole sul nosto hostal: l'hotel di per se è carino, ma ci assegnano una camera veramente orrenda che riusciamo a farci
cambiare con una appena passabile.
Cuzco (o Cusco), (che nella lingua quechua significa "ombelico del mondo") è una città di media
grandezza (ha più di 300 mila abitanti!) si trova a 3400 e passa metri sul livello del mare e con le sue chiese barocche, i
palazzi nobiliari e i possenti baluardi militari inca è la città più antica d'America.
Quando Colombo scoprì il nuovo mondo, Cuzco era già la capitale dell'Impero Inca. Secondo la leggenda
il dio del Sole (Inti) ordinò al proprio figlio prediletto (Manco Capac, il fondatore dell'impero) di trovare l'ombelico del mondo e di fondarvi la
capitale del grande impero.
Cuzco è stata dichiarata dall'Unesco patrimonio mondiale
dell'umanità e da sola vale una visita del Perù. Possiede un fascino particolare che si respira nelle strade e nei mercati dai mille colori pieni di una
umanità strana. Per gli Inca la città rappresentava lo spazio sacro in cui si incontravano le quattro grandi
regioni che costituivano l'impero Inca che si estendeva dalla Colombia al Cile. Oggi la città è la base ideale per visitare Machu Picchu e la Valle
Sacra (Valle Sagrado).
La città è stato il primo luogo della nostra visita in Perù dove abbiamo sentito di trovarci,
come turisti, al centro delle attenzioni: la vocazione turistica è qui molto marcata e abbondano le strutture dedicate ai visitatori stranieri uniti
ad una certa opulenza che quasi contrasta con il resto del paese e che scompare non appena ci si allontana dal centro storico.
Il giorno seguente lo dedichiamo alla visita di Cusco. Nei tre giorni interi che abbiam passato nella città abbiamo visitato il centro storico
il luogo ed in largo. Tra le varie attrazioni vi segnaliamo il Museo di Arte Precolombiana dove si trovano oggetti davvero splendidi ed il
Museo Inca che è organizzato meno bene e non regge il confronto con il precedente.
Abbiamo optato inoltre per un city tour guidato che ci ha permesso di visitare la
cattedrale di Cusco che sorge sulle rovine di un antico tempio inca (qui lo sfoggio di ricchezza ostentato dalla chiesa all'interno è
incredibile: una tiara d'argento da 15 kili tempestata di diamanti, un altare di 2 tonnellate d'argento massiccio. Davvero disgustoso se si
pensa alla povertà della gente!).
Terminata la visita ci spostiamo verso Korichanka l'antico tempio del sole abbattuto dai conquistatori
per edificare, manco a dirlo, una chiesa (il convento di Santo Domigo). Dentro il tempio osserviamo le antiche mura inca impressionanti per i loro incastri: le singole
pietre erano modellate per ottenere degli incastri perfetti.
Visitiano anche le quattro rovine appena fuori Cusco. La prima è Saqsaywaman una antica serie di fortificazioni a scopo religioso e
militare devastato dai conquistatori. Procedendo incontriamo rocce ciclopiche usate per realizzare mura e porte trapezoidali. Le mura di
cinta sono composte da massi pesanti anche centinaia di tonnellate. Gli spagnoli non riuscirono a comprendere come potessero trasportare
simili colossi e attribuirono l'opera al diavolo in persona e laddove vi riuscirono distrussero tutto.
La seconda rovina che imcontriamo
è Qenq'o un tempio dove venivano sacrificati lama a scopo rituale. La zona è affollatissima e riusciamo a vedere ben poco.
La terza rovina è Puca Pucara che però non visitiamo. Terminiano la visita a Tambomachay dove osserviamo delle fontane ritenute
dell'eterna giovinezza (anche se l'acqua non potabile le rendono le fontane dell'eterna caghetta e preferiamo non bere!!).
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