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Il viaggio notturno in autobus č piuttosto brutto: L'autobus è claustofobico, La strada da Nazca ad Arequipa č tutta curve e tornanti e l'autista
guida come un pazzo. Gli scorci che si intravedono per strada sono comunque fantastici: una landa desolata estesa per centinaia di Km dove non incontriamo anima viva.
La città di Arequipa, che ha dato i natali allo scrittore Vargas Llosa, situata in una fertile conca verde ed attorniata da tre
vulcani giganti (tutti prossimi o superiori a 6000 m), è la seconda città del Perù.
Dei tre vulcani il più notevole è il Misti dalla forma perfettamente conica. Arequipa si trova al centro di una vasta zona desertica, ma il notevole
sviluppo agricolo della valle la rende un'isola verde nel mezzo di una landa sterile. Per la sua posizione è un ideale punto di partenza verso le meraviglie della natura
che la circondano
Situata ad un'altezza di oltre 2500 metri sul livello del mare, Arequipa gode di un clima mite tutto l'anno ed è considerata la città
più vivibile del paese. La struttura architettonica è quella tipica delle cittadine spagnole con al centro la Plaza de Armas. Come accennato ad Arequipa
tre vulcani dominano il cielo: il Misti, il Chachani e il Pichu Pichu. A nord di Arequipa si apre la spettacolare valle del Colca, una valle andina pittoresca punteggiata
da piccoli paesini fondati nei periodo coloniale.
Il nostro piano di viaggio originale (quello pre-concepimento), prevedeva anche la gita al canyon del Colca fino al Cruz del Condor, ma l'eccessiva
altitudine che avremmo raggiunto non è compatibile con la gravidanza.
Arrivati ad Arequipa ci rechiamo al Hostal Tambo Viejo,
dove pernotteremo.
Il Tambo Viejo č un discreto hostal dove ad accoglierci troviamo un ragazzo che non capisce un acca di quello che diciamo,
ma che poi corre in continuazione. Fatta colazione ci assegnano, molto gentilmente, una camera dove ci riposiamo. Al pomeriggio
visitiamo la cittā. Con dieci minuti di buon passo arriviamo fino in centro alla Plaza de Armas e ci riformiano di maglioni in perfetto stile
peruviano per proteggerci dal freddo pungente della sera.
Il giorno dopo visitiamo il Museo Santury dove č conservato "Juanita la
principessa di ghiaccio", la mummia congelata di una bambina inca sacrificata al vulcano Ampato 550 anni fa. La visita č preceduta da un
filmato che racconta il ritrovamento della mummia e rievoca gli ultimi giorni di vita della bambina destinata al sacrificio. Il video,
anche se romanzato, č di effetto e si affronta la successiva visita ai manufatti e alla mummia con particolare pathos.
Terminata la visita
procediamo al monastero di Santa Catalina
dove partecipiamo ad un tour guidato. Il monastero, molto grande, non č poi chissā che roba, ma
si ricorda per il rosso mattone e il blu intenso delle sue mura.
Dopo la visita ci spostiamo verso la Iglesia y Mirador de Yanahuara da
dove ammiriamo la cittā dall'alto. Poi, stanchi, torniamo in hotel.
Infine un consiglio: fate attenzione ai borseggiatori che qui abbondano. A noi è capitato di essere quasi derubati quando, la sera,
avevamo imprudentemente lasciato la reflex nello zaino.
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