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I Viaggi di Massimo e Ilaria  
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Il Nostro Viaggio a Oahu

23 settembre 2005

Oggi la meta è Pearl Harbor, destinazione Arizona Memorial. Questa volta siamo fortunati con TheBus, usciamo dall'hotel e troviamo subito l'autobus giusto che ci porta direttamente di fronte all'Arizona Memorial (impiegando comunque un'ora e passa....).

L'Arizona Memorial L'Ancora della USS Aizona
La visita è abbastanza una delusione, i tempi di attesa per poter arrivare, in barca, alla zona dove la USS Arizona affondò sono lunghi e la ressa è notevole. Inoltre la retorica nazionalistica ci pare un poco troppo pesante dopo 64 anni. All'interno del museo video di History Channel a volume altissimo sull'attacco di Pearl Harbor, possibilità di vedere parecchi residuati bellici (dell'attacco giapponese e della guerra in generale) e di comprare souvenir vari (tra cui il DVD di "Pearl Harbor", il film con Ben Affleck di qualche anno fa) e un documentario di 30 minuti introduttivo alla gita in barca verso il relitto della Arizona (dal tono fortemente patriottico, autocelebrativo e un pochino guerrafondaio...).

Piuttosto impressive (e anche un poco ipocrita) la presenza degli ultimi reduci che raccontano l'attacco e rispondono alle domande dei turisti; il senso dell'orgoglio ferito è molto presente in parecchi americani e la cosa contrasta parecchio con il fatto che una buona metà dei turisti è giapponese e si fa scattare foto con la 'V' di vittoria, mah!.

Comunque notevole e interessante la visita del relitto.

A Date Which Will Live in Infamy
"A Date Which Will Live in Infamy", la famosa frase pronunciata da Franklin Delano Roosevelt al Congresso per chiedere l'entrata in guerra contro le forze dell'Asse.
L'attacco di Pearl Harbor ebbe luogo il 7 dicembre 1941, quando forze aereo-navali giapponesi attaccarono la base navale statunitense di Pearl Harbor. L'attacco, portato senza una preventiva dichiarazione di guerra da parte giapponese, formalizzata soltanto ad attacco iniziato, causō l'intervento statunitense nella seconda guerra mondiale.
L'attacco fu concepito e guidato dal famoso ammiraglio Yamamoto che sperava di distruggere la flotta americana nel Pacifico.
In effetti l'operazione fu un successo, limitato solo dal mancato affondamento delle portaerei, in poco pių di un'ora i 360 aerei partiti dalle portaerei giapponesi affondarono 4 delle 8 corazzate americane, mentre le altre furono fatte arenare o subirono gravi danni.
Solo le portaerei si salvarono trovandosi in navigazione lontano dalla loro base.
La sfolgorante vittoria consentì al Giappone di ottenere momentaneamente il controllo del Pacifico e spianò la strada ai successivi trionfi nipponici prima del riflusso e della sconfitta finale del 1945.
L'Arizona Memorial La Missouri
L'Arizona Memorial Qui è affondata la USS Nevada
Terminata la visita ritorniamo verso Waikiki e dopo un paio di ore arriviamo fino al Sea Life Park, all'estremo bordo meridionale dell'isola, dopo Hanauma Bay. Il parco, anche se un poco disordinato, ci permette di vedere da vicino parecchie tartarughe giganti, delfini, foche e alcuni chiassosissimi leoni marini. Ormai è quasi il tramonto e sulla spiaggia ammiriamo altri surfer in lotta con le onde.
Sea Lion Sea Turtle nell'aquarium
Delfino nell'aquarium Gabbiano

 

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