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I Viaggi di Massimo e Ilaria  
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Il Nostro Viaggio a Big Island

12 settembre 2005

Il mattino dopo alle 6 siamo già svegli come due grilli, qui a quest'ora è già giorno pieno (non usano ora legale, la giornata, essendo a basse latitudini, è di 12 ore e alle sette di sera è già buio pesto).

Oggi abbiamo in programma di visitare la costa nord occidentale (il Kohala District). Per prima cosa visitiamo Puako, una pittoresca cittadina avvolta nel verde in mezzo a colate laviche antiche, anche qui il mare ha colori splendidi e le casette avvolte nel verde a due passi dal bagnasciuga sono davvero suggestivi. La tappa successiva è Hapuna Beach, una bellissima spiaggia di sabbia bianca finissima e un mare blu blu blu e le palme tutto intorno.

Hapuna Beach
Ripartiamo sulla Pontiac e ci dirigiamo alla volta del Pu'ukohala Heiau, un sito archeologico situato a pochi km da Hapuna sulla Hw 13, Il tempio di Pu'ukohala fu fatto costruire dal re Kamehameha per onorare il dio della guerra (Ku-kaili-moku) e ottenerne il favore per guadagnare il dominio su tutto l'arcipelago. Il tempio fu costruito da migliaia di uomini che trasportarono le pietre dai vulcani dell'interno fino alla costa dove il tempio venne edificato (tutte informazioni acquisite al visitor center del parco dove per un dollaro ci han presentato un filmato esplicativo). Le acque nei pressi del tempio, parecchio torbide, sono molto pericolose perchè infestate da squali anche nei pressi della riva.
Terminata la visita proseguiamo verso Nord, destinazione Hawi, sulla Hwy 270. Sulla strada la nostra rough guide ci segnala il Lapakahi State Park a nord di Kawaihae.

Lapakahi State Park

Attraverso un sentiero di terra rossa si scende fino alla bellissima spiaggia di Lapakahi fatta di grossi coralli bianchi tondeggianti in mezzo a scogli di lava nerissima. Questa è la zona di un antico insediamento hawaiiano e le vecchie abitazioni indigeni sono state restaurate con cura. Tira molto vento e la luce perfetta rende il luogo particolarmente adatto a foto in stile "mare dei tropici".

Continuiamo poi la nostra strada per Hawi, una piccola e sonnacchiosa cittadina che dovrebbe essere caratterizzata da negozietti di artigianato locale, gallerie d'arte e alcuni ristoranti tipici, ma che in realtà per noi è stato una delusione: poche casette che si affacciano sulla strada in finto stile western. Da lì ci muoviamo verso Waimea; salendo di quota il paesaggio cambia, le mucche al pascolo e i paniolos a cavallo (i cowboy locali, cosi chiamati perchè i primi vaqueros erano spagnoli, espanoles appunto, da cui la storpiatura anglofona) sui prati verdissimi sulle pendici di vecchi coni vulcanici spenti e limati dagli elementi rendono il paesaggio vagamente alpino; a rendere il tutto surreale la maestosità del Maula Loa pigramente disteso in lontananza come un gigante addormentato.
Passiamo per la città di Waimea senza fermarci a visitare i numerosi ranch che pure scorgiamo ai lati della strada. Torniamo infine ad Hapuna Beach a fare un bel bagnetto.

13 settembre 2005

Oggi è il giorno della visita al Vulcano Kilauea, anche se il tempo pessimo ci rovinerà in parte lo spettacolo. Di buon'ora diciamo addio all'Outrigger Keahou Beach Resort e ci dirigiamo a sud sulla hwy 11. La strada non è granchè e i nostri 260 cavalli (!) rimangono nella stalla.... meglio così perchè lo spettacolo è stupefacente: si passa da distese verdissime di cespugli e boschi a mari di lava nera come la pece.

Black Sand Beach
Unico stop di rilievo sulla via per Volcano (l'unica cittadina nei pressi dell'Hawaii Volcanos National Park), è la spiaggia di Punalu, detta anche Black Sand Beach, per la sabbia nerissima che la caratterizza e che rende la limpidissima acqua del mare nera come il petrolio. L'ultimo pezzo di strada prima di Volcano attraversa il deserto di Ka'u, una distesa rocciosa di cespugli in mezzo ad un mare di rocce laviche taglienti, ed è letteralmente costellato dai cartelli "Nene Xing" che ci avvertono di fare attenzione ai Nene, le papere autoctone delle Hawaii, a pericolo di estinzione.
 Nene Crossing  Uno scorcio del Halema‘uma‘u Crater
Arrivati a Volcano troviamo alloggio al My Island Bed and Breakfast Inn. La camera non è eccezionale, ma il prezzo ragionevole (120 USD). Sistemato il pernotto entriamo nel parco e cominciamo il nostro giro. Subito all'ingresso del parco si trova il Visitor Center (organizzatissimo e zeppo di gentilissimi ranger, altro che Italia!) dove si possono recuperare le informazioni sullo stato (e la pericolosità) dell'eruzione vulcanica; La caldera del Kilauea è visitabile percorrendo la strada (il crater rim drive) che corre tutt'intorno al vulcano per svariati kilometri oppure seguendo a piedi un percorso analogo sul crater rim trail. Personalmente riteniamo la scelta del percorso a piedi valida solo se si dispone di tanto tempo, inoltre le emissioni di zolfo, presenti ovunque sul vulcano, non sono gradevoli da respirare. Il crater rim drive consente di vedere tutte le maggiori attrazione del parco, Il primo incontro è con gli Steam Vents, delle spaccature nel terreno dalle quali fuoriesce il vapore dell'acqua scaldata dal magma. Ci spostiamo poi al primo scenic point da dove osserviamo per la prima volta la caldera del Kilauea.
La mappa del Volcanoes National Park
Il primo contatto è davvero impressionante: le dimensioni sono da 'Grand Canyon', un enorme buco circolare dal diametro di un paio di miglia profondo centinaia di metri. Il fondo è composto da magma ormai solidificato e dà l'impressione di un enorme 'tappo' pronto a scoppiare. Questo tappo altro non è che l'antico 'lago di fuoco' solidificatosi negli anni. In tutta la zona il terreno è caldo a tal punto che i piedi sudano copiosamente all'interno delle scarpe. Continuiamo poi il nostro giro osservando la caldera anche da altri punti tra cui il Jaggar Museum da dove osserviamo, tra l'altro una 'piccola' caldera nella caldera: l'Halema‘uma‘u Crater (guardate la mappa PDF del parco per maggiori dettagli).

Gli affioramenti di zolfo sono ovunque: grosse macchie di giallo che rendono la caldera davvero saturnina; anche il respiro risulta affaticato e dopo un poco la gola brucia. Facciamo anche un giro attorno all'Halema‘uma‘u Crater: qui il paesaggio è se possibile ancora più da altro mondo: una immensa distesa nera fatta di tanti 'blob' vetrificati, da un orizzonte all'altro una visione infernale, i colori presenti sono il bianco e il nero, con macchie gialle di zolfo.

Terminato il giro risaliamo in auto e ripartiamo. Fatte poche miglia ci troviamo immersi nella giungla pluviale con le sue cento macchie di verde! La nostra prima meta è il Thurston Lava Tube una galleria scavata dal magma fuso su una precedente colata di eoni fa. Qui la lava non è visibile, il tutto è coperto da macchie di verde, palme, fiori e piante varie. I colori sono splendidi e e il verde particolarmente intenso, dalle palme cadono goccioloni di acqua e siamo avvolti in una pioggerellina fine fine.

Sempre percorrendo il crater rim drive arriviamo al Kilauea Iki crater overlook, da dove osserviamo il cratere del piccolo (iki, in hawaiano) Kilauea teatro nel 1959 di una delle eruzioni e più spettacolari che si ricordino. Anche qui il fondo del cratere è avvolto nel fumo emesso da spaccature varie nel terreno.

L'eruzione del Kilauea Iki del 1959
L'eruzione del 1959 (quella che ha lasciato il 'tappo' di lava ancora fumante che è attualmente percorribile a piedi) del Cratere del Kilauea Iki fu un evento relativamente rapido (almeno su scala geologica!) ma diede origine ad una delle fontane di lava più spettacolari mai registrate. Le immagini che trovate riprodotte nei cartelli illustrativi (al visitor center e ai bordi del cratere) sono davvero impressionanti!

Per maggiori info e foto fate riferimento a questo link

Percorriamo anche il Devastation Trail (un sentiero attraverso l'area devastata dall'eruzione del 1959 che creò il Kilauea Iki): qui il paesaggio è particolarmente suggestivo e infonde una gran pace.

devastation trail
Terminato il giro del Crater Rim Drive continuiamo sulla Chain of Craters Road, 20 miglia di strada asfaltata facilmente percorribile con una stupenda vista sull'oceano e sui vari crateri vulcanici (alcuni ormai annegati nella foresta tropicale, altri recenti) che la strada attraversa.
La Mappa della Chain of Craters Road

Alcuni cenni a questo percorso molto peculiare: la Chain of Craters road un tempo rappresentava l'ingresso costiero della costa per chi proveniva da sud-est lungo la route 130. I flussi lavici iniziati nel lontano 1986 chiusero parte della strada e pertanto oggi la strada è percorribile solo parzialmente fino all'Holei Sea Arch (un arco di roccia naturale alto 30 metri a picco sul mare). La cosa notevole è che la colata lavica è ancora in atto ed è possibile osservare la lava tuffarsi in mare.

Arriviamo al termine della strada all'Holei Sea Arch, con l'intenzione di scattare alcune foto alle scogliere e ai calanchi a picco e poi aspettare il tramonto in riva al mare per poter osservare il 'glow', il bagliore della lava che si butta nell'oceano; purtroppo il tempo brutto ci rovina tutto: piove a dirotto e, bagnati fino al midollo, riusciamo solo a vedere la lava da lontano, che scende dalla montagna per tuffarsi in mare. Che disdetta aver scordato il treppiede in Italia! anche a 1600 ISO riusciamo a fotografare la lava che si tuffa in mare, ma non le colate laviche che scendono dal monte, che rabbia!

Lungo il percorso per la lava una torcia è indispensabile: il cammino è piuttosto lungo, la lava nera come la pece e tagliente come rasoi. Ovviamente, essendo Americani, tutto è organizzatissimo: al Visitor Center all'ingresso del parco i ranger danno informazioni in tempo reale sulle condizioni del flusso lavico, esiste inoltre un punto informativo al termine della strada, prima di intraprendere il cammino a piedi. Il sentiero sulla lava pietrificata è zeppa di cat-eye, i catarifrangenti che ti permettono di vedere il cammino anche con poca luce.

Ricordate infine che, almeno avvicinandosi al flusso lavico (cosa che noi non abbiamo potuto fare perchè pioveva a dirotto) un minimo di pericolo c'è, ma se uno ha la testa sulle spalle nessun problema.

Uno scorcio della Chain of Craters Road: Lava ovunque! Road end: La lava ha bloccato tutto!
La folla che assiste allo spettacolo della lava che si tuffa in mare Ormai è notte e si scorge il bagliore della lava che si tuffa in mare

Fatte le foto ritorniamo in auto e ripartiamo per Volcano; siamo bagnati come pulcini e in un'ora di auto passiamo dal paesaggio lunare delle colate laviche al caldo umido della foresta pluviale (tra le tante chicche del nostro 'camion' ci sono i sedili riscaldabili: utilissimi in questo frangente! e io che non mi capacitavo di un tale optional in un'isola dove la temperatura minima in gennaio è 18 gradi!). Il Cottage immerso nella giungla affittato la mattina, ora ci pare assai meno accogliente: lo troviamo freddo e umido!

 

 
La Nostra Big Island