5 luglio 2004
La mattina dopo sveglia alle 4 e partenza da Ridgecrest destinazione Furnace Creek. Decidiamo di partire molto presto per essere nella Death Valley di buon mattino ed evitare di essere nella fornace della Valle della Morte nelle ore più calde. Ci muoviamo sulla Route 178, passando per Westend e Trona (bel nome vero?), dove le cave di zolfo emettono un odore di uovo marcio terribile!!! Allontanandoci da Ridgecrest affianchiamo per decine di chilometri il "China Lake Naval Weapons Station" una sorta di enorme poligono militare della marina. Man mano che ci allontaniamo da Ridgecrest il paesaggio diventa sempre più lunare, come in un film: strade interminabili, cactus, cespugli spinti dal vento e neppure un'anima!!!, siamo in pieno deserto del Mohave, il cosidetto "cugino povero" della Valle della Morte. Nella nostra marcia attraverso il nulla incontriamo anche una città fantasma (BALLARAT), ma preferiamo tirar dritto (avremmo dovuto percorrere 3 miglia di sterrato e la desolazione del luogo non ci lasciava tranquilli....).
Un consiglio:: evitate di scendere fino a Ridgecrest (osservate la cartina sottostante), conviene fermarsi prima sulla interstate 378 e poi imboccare la route 136 o 190, risparmiate un mucchio di strada; per chi proviene direttamente da San Francisco conviene seguire la 580 est, poi immettersi sulla 99 sud e procedere fino a Bakersfield, da dove un rapido giro per il deserto del Mohave (prima la 58 sudovest, poi la 14 nordest, infine la 178 est e la SR 190 est) porta all'ingresso occidentale del parco noi avevamo sbagliato perchè non avevamo trovato un sito come questo....

In questo luogo desolato numerosi pionieri si avventurarono rischiando spesso la morte. Quando L’oro fu scoperto in California ed iniziò la celebre "Gold Rush" si narra che una cinquantina di pionieri si incamminarono con le loro carovane lungo la valle. Partirono in inverno e fu grazie a questa scelta che non morirono di sete poiché, ormai all’estremo e senz’acqua, s’imbatterono in una fortunosa tempesta di neve che li salvò.
Lo scenario della Valle della Morte è quello di un deserto, ma nessun altro deserto al mondo assomiglia a quello della Death Valley, e nessuno presenta così tanta diversità di scenari naturali. La valle vera e propria è delimitata ad ovest dai 3.600 metri del Telescope Peak e ad est dal promontorio di Dante's View, a nord dal cratere di Ubehebe e dalle dune di sabbia di Eureka, e a sud si perde nel buco nero di Badwater, la depressione più bassa (- 94 m.) dell'emisfero occidentale, il tutto in un raggio di poche decine di chilometri (per orientarvi al meglio ecco qui una mappa in PDF).
Appena si entra nella Death Valley, scollinando attraverso il Towne Pass, si incontrano delle dune di sabbia da deserto africano di Eureka. Passate le dune di sabbia ci dirigiamo verso a Furnace Creek, lungo il tragitto incontriamo pure un pazzo furioso, interamente vestito di bianco, che corre per strada. Il passaggio dall'auto, con aria condizionata, all'esterno è terribile: il soffio del drago.... Arriviamo fino a Badwater e ci fermiamo per le foto di rito. Il posto è davvero impressionante, ci sono 50 gradi e regna un silenzio impressionante. Ilaria prova, nonostante glielo sconsigli, un bagno da campo e quel ricordo è ancora impresso a fuoco nella sua mente..... Vediamo anche un pezzo di Golden Canyon che meriterebbe una camminata al suo interno (carino: un poco verde, un poco rosso, del nero qua e là, tutti i colori insomma!!!), ma il caldo è insopportabile. A proposito, non stressate troppo l'auto....fermarsi in panne nella valle della morte non è piacevole.
Tornando verso Furnace Creek imbocchiamo la 190 in direzione Death Valley Junction. Mancherebbe da vedere Dante's View, (noi l'abbiamo saltato) che permette di vedere l'intera valle dall'alto. Pare sia molto suggestivo al tramonto.
La prossima tappa è LAS VEGAS!!!
Con il senno di poi: Il tragitto Yosemite - Death Valley - Las Vegas è abbastanza lungo. L'ideale sarebbe pernottare nella Valle della Morte per potersi gustare appieno la valle al tramonto e avere la possibilità di visitare qualche città fantasma.
|