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I Viaggi di Massimo e Ilaria  
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Bryce Canyon National Park

8 luglio 2004

Di buon mattino ci lasciamo alle spalle Cedar City e partiamo alla volta di Bryce Canyon, anch'esso nello Utah. Dopo aver cercato inutilmente la Route 15 ci dirigiamo sulla Route 14 nord e usciamo a Browan. Prendiamo per Brian Head e, salendo un pezzetto di Canyon, arriviamo in mezzo ad una stazione sciistica!! troviamo pure un punto panoramico con degli scorci splendidi. Nei prati si intarvedono anche dei cani delle praterie (Prairie dogs), l'equivalente delle nostre marmotte. Avanzando ancora nell'altipiano incontriamo un bel lago e tante casette in legno, il posto è parecchio ameno, ricorda molto la zona, per chi la conosce, delle 2 Alpes in Francia.

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Superata questa zona il paesaggio cambia rapidamente diventando più secco man mano che ci si avvicina al Parco. Bryce Canyon è molto avvincente. Entrati nel parco ci addentriamo nella pineta verso Bryce Point e non immaginiamo il panorama meraviglioso che si staglia al di la di quei pini. Mano a mano che ci avviciniamo al margine del canyon, si scorgono gli enormi anfiteatri di guglie rocciose dal colore rossiccio!. Numerosi sono i punti panoramici disseminati lungo il plateau rim di 18 miglia: dal Rainbow point (a 2778 mt), al Ponderosa Canyon, dal Natural Bridge, all'Inspiration Point fino al più celebre e già citato Bryce Point; ovunque lo spettacolo è mozzafiato.

Bryce Canyon Overlook

I colori vivaci del parco sono splendidi, putroppo noi vi siamo giunti in tarda mattinata con la luce piatta del sole a picco, ma all'alba e al tramonto i coloro devono essere incredibili! anche qui lungo il margine del canyon e a valle vi sono numerosi sentieri per passeggiate e escursioni, tutto dipende dal tempo che avete a disposizione! Se avete tempo non perdetevi il Navajo Loop Trail (circa 2 ore). Si scende all'interno del canyon seguendo un percorso ripido e faticoso, ma senza dubbio indimenticabile. Come detto fatelo al tramonto, sia per evitare il caldo, sia per apprezzare maggiormente le sfumature delle rocce, che dal rosa pallido passano al rosso acceso.

Noi facciamo un bel giretto in auto (anfiteatro e archi di roccia) e poi dirigiamo verso Arches: imbocchiamo la Route 89 verso est e poi la Interstate 70, verso Green River e Moab. Prima di Partire ci fermiamo in una tavola calda nei pressi dell'ingresso del parco di Bryce e chiediamo entrambi una bella bistecca. Purtroppo, di nuovo con mia somma incazzatura, la bistecca non è all'altezza di quella sbafatasi da Ilaria a Lone Pine.... uffa!!

Come anche a Cedar City le persone appaiono abbastanza inospitali tradendo sorpresa e sconcerto appena capiscono che siamo stranieri, insomma hanno abbastanza l'aria ostile tipica di certi personaggi in alcuni filmacci americani.

Si dice spesso (o almeno io l'ho sentito dire...) che se per visitare gli Stati Uniti si dispone di una settimana sola, beh vale la pena spenderla nello Utah e dalla nostra esperienza non possiamo che essere d'accordo: i paesaggi incontrati procedendo verso Green River sulla interstate 70, che taglia trasversalmente la parte meridionale dello Utah, sono da America On The Road.

Indimenticabili.

La zona è tutta un canyon e l'Interstate segue le asperità del terreno (qui evitano l'uso dei viadotti ciclopici in uso in Europa, anche se stranamente non disdegnano di sventrare i canyon piuttosto di fare dei tunnel... boh!), in fondo alle lunghe discese (che possono essere lunghe anche Km!) ci sono delle vie di fuga (runaway trucks ramp) per i trucks che possono perdere l'uso dei freni in queste discese interminabili! Dalla I-70 ci spostiamo sulla I-191 e ci dirigiamo verso Moab; mano a mano che ci avviciniamo, osserviamo il paesaggio cambiare, dal deserto rosso si stagliano alcune formazioni sabbiose che diventano sempre più distinte: picchi, vette, guglie, rocce in bilico, e finalmente, gli archi. Sulla I-191 ci sono parecchi cartelli stradali che invitano alla prudenza in caso di tempeste di sabbia e di "flash floods" le piene improvvise che possono capitare dopo i tremendi temporali che si scatenano da queste parti. La potenziale violenza degli eventi naturali in questa zona degli Stati Uniti ci lascia alquanto perplessi.

Con il senno di poi: sarebbe meglio pernottare nei pressi (o all'interno) del parco di Bryce per poter dedicare almeno una giornata intera alle escursioni e poter vedere le guglie all'alba.

 

 
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